Trump, sanzioni economiche al Venezuela

da La Voce

CARACAS – Dalle parole ai fatti. Le minacce, poco a poco, cominciano a trasformarsi in realtà. E, dopo le sanzioni a funzionari del governo, il presidente nordamericano, Donald Trump, ha deciso di alzare il tiro. Con un “ordine esecutivo” ha imposto “nuove severe sanzioni” contro il governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro; sanzioni orientate a colpire le fonti di finanziamento al proibire il trading del debito venezuelano.
La Casa Bianca, dopo l’elezione dell’Assemblea Nazionale Costituente considerata un’iniziativa che rappresenta “una rottura fondamentale dell’ordine costituzionale legittimo”, aveva minacciato anche un ipotetico intervento militare in Venezuela. Di fronte ad una reazione unanime di condanna alle minacce di Washington, il vice-presidente Mike Pence, durante la sua recente visita in Colombia, Argentina e Cile, aveva cercato di stemperare le dichiarazioni del presidente Trump, sottolineando, comunque, che il governo nordamericano “non sarebbe stato a guardare”.
I provvedimenti decisi dalla Casa Bianca proibiscono il trading del debito venezuelano. In altre parole, vietano alle istituzioni finanziare nordamericane di comprare e vendere nuovi bond emessi dal governo del presidente Maduro e, comunque, prevedono il divieto di affari legati a nuovo debito ed equity emessi dal Venezuela e dalla sua holding petrolifera. Proibiscono, inoltre, affari connessi ad alcuni bond esistenti di proprietà del settore pubblico.

I provvedimenti, ha spiegato la Casa Bianca, sono “calibrati” per colpire le fonti di finanziamento del governo, garantendo comunque alcune eccezioni e l’assistenza umanitaria. Il Dipartimento del Tesoro, infatti, ha assicurato che emetterà licenze speciali che permetteranno transazioni altrimenti proibite dall’“ordine esecutivo” firmato dal presidente Donald Trump. Questi permessi, la cui durata pare sia di 30 giorni appena, consentiranno di finanziare in gran parte gli scambi commerciali incluse l’importazione e l’esportazione di petrolio, eseguire transazioni riguardanti soltanto il gruppo di raffinazione Citgo, gestire certi bond venezuelani e il finanziamento di beni a scopi umanitari destinati al Venezuela.
Il governo del presidente Maduro, si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca, “continua a privare il popolo venezuelano di cibo e medicine, imprigiona l’opposizione democraticamente eletta, sopprime con violenza la libertà di espressione. La decisione del regime di creare una illegittima Assemblea Costituente, e più di recente di far sì che l’organo usurpasse i poteri dell’Assemblea Nazionale democraticamente eletta, rappresenta una rottura fondamentale nell’ordine costituzionale legittimo del Venezuela”.

Le sanzioni economiche annunciate dalla Casa Bianca fanno seguito a quelle che l’amministrazione Trump aveva imposto al presidente Maduro: il congelamento degli asset del capo dello Stato che sono sotto la giurisdizione americana e il divieto agli americani di fare affari con lui. Prima del presidente Maduro erano stati colpiti da provvedimenti simili oltre una cinquantina di funzionari del governo tra cui il fratello dell’estinto presidente Chávez, Adan Chávez. Come si ricorderà, fu il presidente Barack Obama a sanzionare i primi funzionari del governo Maduro resisi colpevoli, secondo l’amministrazione nordamericana, di presunte violazioni dei Diritti umani.
Nel corso di un briefing alla Casa Bianca, il segretario al tesoro Steven Mnuchin ha precisato che le azioni contro il presidente Maduro non riguardano un “cambio di regime” in Venezuela ma sono orientate al restauro del ruolo della legge e della democrazia.